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Molise Trail 2026 · La Guida dei Percorsi

Non scegli
un percorso.
Scegli ogni
mattina.

Tre anelli sui tratturi del Molise. Si toccano ai Riposi: parti sul Lungo, dormi in un paese, e il giorno dopo prendi il Medio. Nessuno ti chiede cosa fai. Nessuno ti cronometra.

30 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2026 · PETACCIATO (CB)
Cos'è

Un attraversamento, non una gara.

Il Molise Trail è un viaggio in bici sui tratturi, le antiche vie della transumanza. Tre anelli da e per Petacciato, in autosufficienza.

Nessun cronometro, nessuna classifica, nessun ordine d'arrivo. Il percorso non si dichiara alla partenza: si sceglie, e si cambia idea per strada.

Cinque giorni di finestra. Quanti ne usi, lo decidi tu.

I tre percorsi

Stessa partenza, stesso arrivo. Cambia quanto Molise ci metti in mezzo.

~200 kmDistanza
~4.500 mDislivello
880 mQuota max
Villaggio · partenza e arrivo Riposi · campi base Punto più alto Città di riferimento Regi tratturi
Trascina — o tocca un paese

Petacciato

Il Corto resta sul Basso Molise e sale verso l'interno: la costa, i paesi arbëreshë, e passa quasi da Campobasso.

In tre giorni: circa 67 km e 1.500 metri al giorno.

Le distanze sono indicative. Le tracce definitive escono circa trenta giorni prima: il regolamento ammette una variazione fino al 20%.

Come si sceglie

Non dalle gambe. Dal tempo che hai.

La maggior parte parte venerdì 30 e la domenica sera è a casa: al lavoro chiedi un giorno solo. Ma tre giorni non pesano uguale sui tre anelli — i numeri li trovi qui sopra, cambiando percorso.

E comunque nessuno ti obbliga: gli anelli si incrociano ai Riposi. Puoi partire lungo e rientrare corto, o il contrario.

Se è la prima volta: il Corto, con calma. Nel 2025 un iscritto su cinque era alla prima esperienza di bikepacking. Non sei fuori posto.

Le salite

Nessun muro. Solo strappi lunghi.

È la paura più comune, e la sciogliamo con i numeri: la salita più ripida di tutto il Molise Trail ha una pendenza media del 5%. Sono salite lunghe, non verticali — si fanno col rapporto giusto e un po' di pazienza.

La rampa di Ripabottoni

390 → 842 m
8,4 kmLunghezza
+452 mDislivello
5,4%Pendenza media

Verso Castropignano

367 → 816 m
10,9 kmLunghezza
+449 mDislivello
4,1%Pendenza media

Da Santa Croce all'interno

309 → 678 m
11,7 kmLunghezza
+370 mDislivello
3,1%Pendenza media

Il dislivello totale si accumula così: tante salite dolci, non poche impossibili. È quello che rende il Molise pedalabile anche su gravel.

Il fondo

Circa metà è asfalto. Preferiamo dirtelo noi.

Asfalto Sterrato, tratturo, sentiero

Il tratturo non è una pista continua: è una rete interrotta — arata, costruita sopra, persa nei campi. L'asfalto è quello che la ricuce.

Non stiamo cercando l'off-road. Stiamo seguendo una strada che c'era già.

Sterrato sui tratturi del Molise
Il fondo, quando il tratturo c'è.
Che bici

Gravel o MTB. Vanno bene entrambe.

Su tutti e tre gli anelli. Il gravel scorre; la MTB è più comoda e pesa di più. È una scelta, non un requisito.

I tratturi

Una rete larga come un'autostrada, vecchia tremila anni.

Non erano strade: erano corridoi d'erba. I tratturi regi arrivano a 111 metri di larghezza — quanto serve a far passare una mandria senza che sconfini nei campi.

Due volte l'anno, per tremila anni, le greggi salivano ai monti d'Abruzzo a giugno e scendevano al Tavoliere a ottobre. Milioni di pecore. Una civiltà intera che si muoveva a piedi, e che aveva leggi, dogane e tribunali suoi.

Poi, in un secolo, è finita. I tratturi sono stati arati, costruiti sopra, dimenticati. Ma non sono spariti. Il Molise è la regione dove se ne conservano di più — ed è per questo che il Molise Trail esiste qui e non altrove.

La transumanza è patrimonio immateriale UNESCO dal 2019.

Il tratturo Pescasseroli-Candela
Il tratturo Centurelle-Montesecco

A sinistra il Pescasseroli–Candela. A destra il Centurelle–Montesecco.

TermoliCampobassoIserniaPetacciato
Regi tratturiTratturelliBracci

La rete dei tratturi del Molise

Undici tracciati, 441 km di rete, oltre 70 comuni.

Non tre linee: una ragnatela. I regi larghi come autostrade, i tratturelli che raccordano, i bracci che raggiungono i singoli paesi. Tocca un tracciato per seguirlo.

È l'unico posto dove li attraversi quasi tutti in pochi giorni di bici.

Perché li ritrovi rottiLa rete interrotta, e cosa c'entra l'asfalto

Nel Novecento il tratturo è diventato terra da coltivare. Un pezzo è stato arato, uno recintato, uno asfaltato, uno è finito sotto un capannone.

Quello che resta è a tratti: cento metri d'erba fra due campi, una carrareccia che si perde, una salita di pietre che non porta più da nessuna parte — e poi, all'improvviso, chilometri interi intatti.

Il percorso segue quello che c'è. L'asfalto non è un compromesso: è il filo con cui si ricuce una cosa strappata. Chi te lo vende come un tracciato off-road, ti sta raccontando un tratturo che non esiste.

La Dogana delle pecorePerché i tratturi hanno un nome, un catasto e delle leggi

Dal Quattrocento la transumanza fu regolata da un ufficio del regno: la Dogana della mena delle pecore, con sede a Foggia. Ogni pastore che scendeva pagava, ogni tratturo era misurato, ogni sosta aveva un nome.

È da lì che vengono i riposi: gli spiazzi d'erba, vicino a una sorgente, dove le greggi passavano la notte. Non è una parola che ci siamo inventati. È un termine di catasto.

Ci passavano le greggi. Per cinque giorni, ci passi tu.

I Riposi

Sul tratturo, le soste avevano un nome.

Si chiamavano riposi: gli spazi d'erba vicino alle sorgenti, dove le greggi passavano la notte prima di rimettersi in cammino.

Ne riapriamo quattro. Sono paesi veri, non aree attrezzate: ad aprirli sono i comuni e le associazioni.

Sant'Elia a PianisiIl convento, Padre Pio
PietracatellaLo sperone sul Tappino
Torella del SannioIl castello, i boschi
FrosoloneI coltellinai

Sono anche i nodi dove i tre anelli si toccano: è lì che puoi cambiare percorso, se ti va.

Metà dei partecipanti dorme in hotel, e va benissimo. Ma vieni comunque a cena e a colazione al Riposo: è lì che succede tutto il resto.

La cena al campo base del Molise Trail
La sera, al Riposo. Tavoli lunghi, e chi ha fatto il tuo stesso tratto.
Una notte al Riposo

Un paese che apre la porta.

Arrivi. Appoggi la bici. Ti lavi la polvere di dosso.

Si mangia in una palestra o in una sala del paese, ai tavoli lunghi, con quello che cucinano le associazioni. Si dorme dentro o in tenda. Si parla con chi ha fatto il tuo stesso tratto e ha visto le stesse cose in un ordine diverso.

Non è un hotel e non è un bivacco.

Molise Trail 2025
Self-supported

Non vuol dire lasciato solo.

Sul tratturo sei in autosufficienza. Nessuna assistenza lungo il percorso, nessun ristoro: quello che ti serve te lo porti. Le strade sono aperte al traffico — vale il Codice della Strada. Il kit riparazioni è obbligatorio, e non per burocrazia.

Al Riposo, no.

A ogni Riposo c'è un meccanico.

Se arrivi con la trasmissione a pezzi, la sera qualcuno ci mette le mani e la mattina riparti. Non è una cosa che si trova.

E poi:

Nel 2025 hanno chiuso l'anello 340 persone, attraversando 57 comuni e due province.

Cosa metti in borsa

Fine ottobre, Molise interno.

Di giorno si arriva anche a 18 gradi. La notte, e in quota, è un'altra storia. E può piovere.

Il resto è peso.

Arrivare a Petacciato

Sulla costa, dove comincia tutto.

Petacciato

A Petacciato c'è il Villaggio: aperto dalla notte del 29 ottobre alla notte del 3 novembre. Con l'opzione pernotto ci dormi la sera prima della partenza e la sera del ritorno — senza cercare altro.

Quanto costa

Tutto, senza asterischi.

IscrizioneComprende tesseramento e tracker GPS129 €
PernottoVillaggio a Petacciato (dal 29 ott al 3 nov) + tutti i Riposi24 €
Cena della TransumanzaGiovedì 29 ottobre, la sera prima della partenza22 €
Maglia rh+Edizione limitata, solo su prenotazione79 €

Le cene ai Riposi si prenotano sul portale — ti scriviamo noi quando è il momento. Le colazioni si pagano lì, la mattina. Costano poco: le fanno le associazioni dei paesi.

Il certificato medico è obbligatorio — agonistico, ciclismo, valido oltre il 3 novembre. Non serve all'iscrizione: si carica entro il 1° ottobre.

Il Molise che attraversi

La regione che quasi nessuno racconta.

Non è vuota: è non raccontata. Sono due cose diverse, e te ne accorgi il primo pomeriggio.

Qui sotto, cosa incontri davvero. Apri quello che ti interessa.

Su tutti e tre gli anelli
Costa e FortoreIl mare, i calanchi, e cinque secoli di albanese

Petacciato sta su un balcone sopra l'Adriatico: si parte guardando il mare e si finisce, tre giorni dopo, guardando lo stesso mare da un'altra parte.

Termoli — il borgo antico dentro le mura, il Castello Svevo sul mare, i trabucchi. Il Lago di Occhito, uno dei bacini artificiali più grandi del Sud, nato sbarrando il Fortore negli anni Sessanta.

E le isole linguistiche arbëreshe. A Ururi, Portocannone, Campomarino, Montecilfone si parla albanese da cinquecento anni — arrivarono dopo la caduta di Scanderbeg e non se ne sono più andati. A Ururi, a maggio, si corre ancora la Carrese: carri trainati da buoi, al galoppo, dentro il paese.

La regione che non esiste, al quadrato: dentro una regione che nessuno racconta, un paese dove si parla una lingua che nessuno si aspetta.

Medio e Lungo
Il Molise centraleRoma, i Sanniti, e una lingua croata

Saepinum–Altilia è la ragione per cui vale la pena esserci. Città romana costruita sul tratturo: la strada che attraversa il foro è il tratturo. Le porte, le terme, il teatro sono ancora in piedi — e il teatro si usa ancora d'estate. Non c'è biglietteria, non c'è coda: spesso non c'è nessuno.

Bojano, ai piedi del Matese, dove nasce il Biferno: l'acqua esce dalla montagna già fiume. Era una capitale sannita.

Campobasso — il Castello Monforte sopra la città. Castelpetroso, il santuario neogotico che spunta dal nulla in mezzo ai campi.

Acquaviva Collecroce: qui si parla croato-molisano, arrivato nel Cinquecento dall'altra sponda dell'Adriatico. Si parla solo in tre paesi al mondo, e sono tutti e tre qui.

Ciclista nella città romana di Altilia, Sepino
Altilia: la strada che attraversa il foro è il tratturo.
Solo sul Lungo
L'Alto MoliseIl Sannio prima di Roma. Il premio del percorso lungo

Pietrabbondante è il posto che non ti aspetti. Un teatro-tempio sannita del II secolo a.C., a 1.000 metri, con i sedili scolpiti a forma di zampa di grifone e le montagne al posto della scenografia. È il Sannio prima di Roma: quelli che a Roma diedero filo da torcere per settant'anni.

Pescolanciano — il Castello d'Alessandro proprio sul tratturo Castel di Sangro–Lucera. Il cuore della transumanza: qui si pagava la dogana.

Bagnoli del Trigno, la "perla del Molise": il paese è incastrato nella roccia della Morgia, la chiesa è dentro la pietra, il castello sopra. Si sale, e non è una metafora.

Frosolone — coltelli e forbici da secoli, ancora a mano, ancora aperte le botteghe. E i cavatelli.

Il Lungo costa 100 km e 2.000 metri in più. Questo è quello che ci compri.

Ciclisti al teatro sannitico di Pietrabbondante
Pietrabbondante: il teatro dei Sanniti, a mille metri.
Iscrizioni

Aperte fino al 1° ottobre.

La traccia definitiva arriva via email circa trenta giorni prima. Il certificato si carica entro il 1° ottobre, non all'iscrizione.

Vai all'iscrizione